CBAM: cos’è il Carbon Border Adjustment Mechanism

Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) è uno strumento introdotto dall’Unione Europea con l’obiettivo di limitare le emissioni di gas serra legate all’importazione di determinati beni da Paesi terzi.

In sostanza, si tratta di un prelievo sul carbonio applicato alle merci provenienti da fuori l’UE, pensato per contrastare il fenomeno del carbon leakage, ovvero la delocalizzazione della produzione verso nazioni con normative ambientali più permissive.

Come devono comportarsi gli importatori secondo il CBAM?

Il meccanismo CBAM riguarda alcune categorie di beni specifici, tra cui cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.

Le imprese che acquistano e introducono questi prodotti nel territorio dell’Unione sono tenute a dichiarare le emissioni di CO2 incorporate nei beni importati, attraverso la piattaforma online chiamata CBAM Registry, ovvero il Registro CBAM.

Sulla base dei dati sulle emissioni, viene calcolato l’importo dovuto a titolo di tassa sul carbonio.

Il valore della tassa equivale a quello che sarebbe stato versato se i beni fossero stati fabbricati all’interno dell’UE, anziché essere importati. Questo consente di garantire una concorrenza più equa tra produttori europei e quelli extra-UE.

Le richieste di supporto più frequenti che riceviamo dai nostri clienti riguardano la redazione della dichiarazione CBAM e il calcolo delle emissioni incorporate nei prodotti importati.

Ultimo aggiornamento: CBAM solo per importazioni superiori a 50 tonnellate annue

Con l’avvio del percorso di semplificazione delle regole sulla sostenibilità, avviato tramite il pacchetto Omnibus, anche il regolamento CBAM è stato oggetto di modifiche.

Il 18 giugno 2025, il Consiglio dell’UE ha approvato definitivamente quanto già espresso dal Parlamento Europeo: l’obbligo CBAM si applicherà solo alle aziende che importano oltre 50 tonnellate l’anno di merci da Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

Le fasi di attuazione del CBAM

Il Carbon Border Adjustment Mechanism è stato formalmente introdotto a maggio 2023 e la sua applicazione è suddivisa in più fasi operative.

Fino al 31 dicembre 2025: fase transitoria

Durante questa prima fase, il contributo economico legato al CBAM non viene ancora richiesto.

Le aziende importatrici sono soltanto obbligate a inviare report trimestrali che contengano i dati relativi alle emissioni dirette e indirette legate ai beni importati. Tali relazioni devono essere inoltrate alla Commissione Europea tramite il portale CBAM.

Per i primi report, il calcolo delle emissioni era semplificato, grazie all’utilizzo di valori di riferimento standard forniti dalla Commissione Europea in base al codice NC delle merci. Tuttavia, questo metodo non è più consentito a partire dalla dichiarazione del terzo trimestre 2024, rendendo il processo più complesso.

Nuove Regole dal Terzo Trimestre 2024

A partire dal terzo trimestre del 2024, gli importatori soggetti al CBAM devono effettuare un calcolo puntuale delle emissioni riferite ai beni introdotti nell’UE.

Non è più possibile fare affidamento su fattori di emissione standard associati ai codici NC.

Di conseguenza, le aziende devono ora raccogliere dati specifici dai fornitori esterni all’Unione Europea e dimostrare di aver svolto tutte le attività necessarie per ottenere informazioni attendibili sulle emissioni.

Officina Consulting può affiancarti in tutte le fasi legate alla compilazione della dichiarazione CBAM e al calcolo delle emissioni incorporate, mettendo a disposizione competenze avanzate nella gestione dei calcoli delle emissioni di CO2.

Dal 2026: Fase definitiva CBAM

Il CBAM entrerà pienamente in vigore il 1° gennaio 2026. Fino a quella data, non sarà richiesto alcun pagamento.

Le prime dichiarazioni ufficiali CBAM dovranno essere trasmesse entro il 31 maggio 2027 e copriranno le operazioni di importazione effettuate durante il 2026.

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